Capitello dal monastero benedettino di Santa Maria d’Aurona
Sconosciuto
Fine XI-inizio XII secolo
Pietra
L’importanza della figura di Aurona è direttamente legata alla fondazione del distrutto monastero femminile che di lei porta- va il nome. Figlia di Ansprando e sorella di Liutprando, dunque appartenente alla famiglia reale longobarda della prima metà dell’VIII secolo, venne mutilata al volto dal rivale al trono del padre, secondo quanto ci tramanda Paolo Diacono nella sua Storia dei Longobardi. Il monastero dove trascorse il resto del- la sua vita venne costruito lungo l’attuale via Monte di Pietà, inglobando una torre della cinta muraria tardoromana. Le vi- cende che interessarono il complesso nel corso dei secoli fu- rono numerose e culminarono con la sua distruzione. Grazie alla riscoperta di molti reperti appartenenti alla chiesa di Au- rona e alla loro conservazione oggi al Museo d’Arte Antica è stato possibile interrogarsi sui momenti storici e architetto- nici di questo importante cenobio, le cui sculture costituisco- no un tassello fondamentale per lo studio dell’arte medievale a Milano. Entrare nella storia di questo monastero femminile permette anche di indagare cosa significasse essere mona- che, che ruolo politico e gestionale assunsero alcune bades- se, rivelandoci come l’ingresso in monastero potesse rap- presentare in quei secoli un’emancipazione alternativa delle donne.
La vivace decorazione del capitello, appartenuto al mona- stero, ripropone il diffuso motivo della sirena fra due animali fantastici entro cornici vegetali di grande eleganza.
Presente in
Castello Sforzesco - Museo d'Arte Antica
Castello Sforzesco20121 Milano