Coppa “da parto”
Antonio Patanazzi
Urbino, fine del XVI secolo
Maiolica
Una giovane donna allatta il proprio bambino al centro di questa coppa cinquecentesca in maiolica; l’oggetto faceva parte di un “servizio da impagliata”, un set di stoviglie forma- to da cinque pezzi impilati l’uno sull’altro con il quale veniva servito il pasto alla puerpera. Oltre alla tazza, questi insiemi prevedevano un tagliere, una ciotola e una saliera col suo co- perchio. Dopo aver partorito, le donne più abbienti trascor- revano a letto diversi giorni; il brodo, servito appunto nella tazza, era di solito il primo cibo che veniva loro portato per recuperare le forze dopo le fatiche del parto. Il servizio da impagliata assolveva così a una precisa funzione d’uso e, al tempo stesso, con la sua decorazione tradizionalmente dedi- cata al tema della maternità esprimeva un significato benau- gurale, rappresentando un dono consueto per la puerpera. Non conosciamo il nome della “neomamma” che alla fine del Cinquecento usò per la prima volta questa tazza, ma forse trecento anni dopo su questo particolare oggetto apparte- nente alla collezione di famiglia, si sarà soffermato lo sguar- do della giovane Carolina Borromeo, sposa dal 1882 di Giu- seppe Bagatti Valsecchi e madre di cinque figli.
Presente in
Museo Bagatti Valsecchi
Via Gesù 520121 Milano