Ritratto della cantante Giuditta Pasta

Gioacchino Serangeli

1816-17
Olio su tavola lignea

Ritratto di Giuditta Pasta (1797-1865) opera di Gioachino Serangeli (1768-1852) noto pittore neoclassico allievo di Da- vid. La cantante Giuditta Pasta (1797-1865), ritratta in abito bianco, donna di grande carattere e patriota, fu protagoni- sta di quella difficile serata del 1831 in cui andò in scena in prima esecuzione assoluta l’opera Norma di Vincenzo Bellini. L’esecuzione fu un clamoroso fiasco, dovuto all’indisposizio- ne dell’interprete ma anche a causa di un partito avverso al compositore che condizionò i favori del pubblico. In seguito l’opera è andata affermandosi e oggi è ritenuta tra le più si- gnificative della prima metà del XIX secolo. La cantante era di fatto una mezzosoprano. Aveva però, tramandano le cro- nache, la tendenza ad essere “calante” nelle note acute. Ecco perché Bellini fu costretto ad abbassare di un tono intero l’aria celeberrima “Casta diva” nella Norma per renderla più consona ai suoi mezzi vocali. Di quella burrascosa esecuzione sono giunti sino a noi un diadema e due bracciali indossati dalla cantante, esposti nella vetrina in seconda sala. Nel qua- dro di Serangeli, di elegante gusto neoclassico, la cantante tiene in mano lo spartito del Tancredi di Rossini aperto alla pagina della celebre aria “Di tanti palpiti”.

Presente in

Museo Teatrale alla Scala

Largo Antonio Ghiringhelli 1
20121 Milano