Studio di donna in poltrona
Umberto Boccioni
1909
olio su cartone telato
Lo “Studio di donna seduta in poltrona” è uno dei numerosi esempi di questo soggetto eseguito da Umberto Boccioni negli anni in cui sue muse ispiratrici erano le donne impor- tanti della sua vita: la madre Cecilia, la sorella Raffaella Ama- lia, la cugina Adriana Bisi Fabbri e Ines, la donna amata. Que- sto dipinto – una recente nuova acquisizione del Museo dei Cappuccini insieme alle opere in deposito permanente della collezione Rusconi – fa quindi parte della prima produzione dell’artista che, giunto a Milano nel 1907, venne in contatto con diversi artisti e nel 1909 sentì il desiderio di avvicinar- si a quelle figure più all’avanguardia e sperimentatrici. Volle infatti conoscere coloro che avevano già aderito al neonato Movimento Futurista del quale egli stesso avrebbe poi fat- to parte. Nella realizzazione della figura in poltrona forse identificabile con la sorella, Boccioni si pone già come spe- rimentatore della luce e del movimento, nel dipingere una figura in cui alcuni tratti risultano indefiniti (l’espressione e la fisionomia del volto) forse memoria e ripresa di passati caratteri impressionisti, mentre con una chiarezza estrema tratta la figura nella posa plastica e rapida di accavallare le gambe (notare le definizione del piede destro che calza scar- pe alla moda). Estremamente interessante e caratteristico della fase pre-futurista è l’impiego della luce e, soprattutto, del controluce dovuto alla sua passione per i Puntinisti e per i Divisionisti.
Presente in
Museo dei Cappuccini
Via Antonio Kramer 520129 Milano