Statuetta di Menerva (Athena, Minerva)

Sconosciuto

V sec. a.C.
Bronzo

Lo splendido bronzetto raffigura una divinità femminile guerriera pronta ad attaccare, con il braccio destro sollevato a brandire una lancia e il sinistro uno scudo, oggi perduti. L’elmo possente e l’egida, il mantello di pelle fermato sul davanti da una testa di Gorgone per atterrire i nemici, consentono di riconoscere nella statuetta la raffigurazione di Menerva. La dea è una delle più importanti del culto etrusco e viene identificata con la greca Athena. Gli autori antichi annoverano Menerva tra le divinità capaci di scagliare i fulmini definiti manubiae Minervales e testimoniano che in ogni città dovevano essere presenti luoghi di culto dedicati a Iuppiter, Iuno e Menerva (Giove, Giunone e Minerva). Per gli Etruschi ogni aspetto della vita, pubblica e privata, era controllato dalla volontà degli dei, che si manifestava attraverso complessi segni e fenomeni naturali interpretati dai sacerdoti secondo l’Etrusca disciplina, la scienza divinatoria etrusca. I sacerdoti potevano esaminare le viscere di animali sacrificati oppure usare la dottrina dei fulmini per leggere la volta celeste, idealmente attraversata da due rette perpendicolari che dividevano lo spazio in quattro parti principali, ulteriormente suddivise a formare sedici settori. Ogni settore era abitato da una o più divinità e questo schema proiettato sulla terra era utilizzato per organizzare la vita quotidiana.


L'opera di Museo Segreto non è visibile ma è possibile consultare un approfondimento video sul canale YouTube dell'Associazione MuseoCity

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