Cammello battriano
Arte cinese
Dinastia Tang (618-906)
Ceramica sancai, terracotta con invetriatura piombifera policroma
Nel regno dei Tang, oltre a essere usati come animali da soma lungo le vie carovaniere che portavano alla capitale Chang’an, i cammelli battriani erano cavalcati dall’aristocrazia durante la caccia o per divertimento. Le vigorose sculture che raffigurano questi animali, stanti, con la testa tipicamente innalzata all’indietro, sono fra le opere più rappresentative del periodo. Realizzate in più sezioni modellate a stampo e a mano, e ricoperte in seconda cottura con la caratteristica vetrina piombifera colante, queste opere erano riservate alle sepolture dei nobili, nelle quali erano poste a scopo apotropaico e come segno di status. Il termine sancai, usato per il tipo ceramico, vuol dire “tre colori”, in riferimento all’uso contemporaneo delle tonalità giallo paglierino, nocciola e verde. I primi due colori, ottenuti con l’ossido di ferro, costituivano la base, mentre il verde, ottenuto dall’ossido di rame, non è sempre presente, come nel caso di questo esemplare.
L’opera fa parte del ricco nucleo di arte orientale della collezione di Carlo Grassi, che comprende sculture in bronzo, legno dorato e avorio, tappeti, tessuti e vasi di origine varia, cinese, giapponese, persiana, thailandese e turca, donata dalla vedova Nedda Grassi alla Galleria d’Arte Moderna nel 1958, insieme ai dipinti, allestiti al secondo piano della Villa Reale.
Presente in
GAM - Galleria d'Arte Moderna
Via Palestro 1620121 Milano