Ma l’aria di città

Vincenzo Jannuzzi

2008
Fumetto, penne biro su carta

Vincenzo Jannuzzi (1946-2021) è il più noto e amato autore underground italiano. Nato in Calabria, a Spezzano Albanese, dopo parte dell'infanzia e giovinezza a Ovada e a Roma, approda a Milano negli anni della contestazione giovanile. Con un segno efficace e unico crea e disegna il suo primo personaggio, che gli attira l'attenzione dei lettori e l'apprezzamento degli esperti: Ancillotto, un emigrante interno italiano alle prese con le situazioni e le contraddizioni di quegli anni, presentato come striscia umoristica senza perdere l'occasione per esprimere umanità, rabbia, sconforto, passione, in una città dai mille volti. Il viaggio, la scoperta di altri universi e la condivisione di esperienze, è nelle sue opere migliori. Si affina nel tempo e rivela una personalità culturale libera da schemi, anche affrontando classici come Apollinaire (con Carlo Peirano) o Von Grimmelshausen, o Jack London, o Saint-Éxupéry. Utilizza matita, pennelli, penna biro, fino a realizzare grandi murales. Viaggia in Europa e oltre (insegna anche in Iraq, prima del conflitto), in Francia come in Grecia, presente dove la Nona Arte si autoproduce e raggiunge direttamente i giovani e la gente, dalle fiere alle periferie. Di “Ma l’aria di città” viene esposta per la prima volta una tavola introduttiva (di 135) per concessione della figlia Elena Hileg Iannuzzi.

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