Monowatt

Adolf Hohenstein

1899
Manifesto litografico

Per proporre al pubblico la novità delle lampadine a filamento metallico – siamo nel 1899 a vent’anni dal loro lancio – Adolf Hohenstein presenta una divinità moderna, una giovane donna (nuda) coperta solo da una cintura di lampadine, che si sostituisce a Febo, quasi beffandolo.
La forza del messaggio è affidata alla solidità pittorica così come all’azzardata tipografia le cui due O si caricano della potenza motrice del carro mitologico grazie alla reiterazione delle due lampadine in mano alla giovane che ne è ciecamente trasportata.
L’interpretazione del giovane grafico tedesco, da un decennio direttore artistico degli stabilimenti di Giulio Ricordi attorno al quale si sviluppa la prima scuderia di artisti specializzati nell’arte grafica, evidenzia la forza del nuovo canone visivo che, proprio nel decennio a cavallo tra i due secoli, dal manifesto d’opera approda a quello pubblicitario dando avvio a una straordinaria stagione delle comunicazioni visive.

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