Tre flauti di Picco (Picco Pipes)
Burns&? (Belfast) - Produzione inglese (?) - Produzione italiana
XIX secolo
Palissandro, avorio, osso
Recente acquisizione del Museo degli Strumenti Musicali, i tre Picco Pipes esposti in Sala XXX testimoniano la storia del fortunato incontro, a Milano, tra il musicista autodidatta e non vedente Giuseppe Picchi e l'impresario Antonio Poletti.
Picchi, da ragazzino, suonava con grande abilità uno zufolo a tre fori “…di quelli che si potevano acquistare dai comuni banchi di fiera per la tenue moneta di cinque centesimi” (Attilio Rapetti, Bollettino storico piacentino, 1944).
L’imprenditore Antonio Poletti notò il talento del giovane autodidatta, che riusciva ad eseguire brani virtuosistici su uno strumento così piccolo e rudimentale; lo avviò quindi allo studio della musica e cominciò a farlo esibire in pubblico, dapprima a Milano, poi in diversi teatri italiani ed europei e persino in America, con un repertorio popolare e di trascrizioni di arie d’opera.
Nel 1856 si esibì a Londra, ottenendo un clamoroso successo che indusse i costruttori di strumenti a fiato a realizzare piccoli flauti che rievocano lo zufolo di Picchi, seppur in una rivisitazione colta, denominandoli Picco pipes.
Presente in
Castello Sforzesco – MUSEO DEGLI STRUMENTI MUSICALI
Castello Sforzesco20121 Milano